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TUTTO DA RIFARE: IL SEN. OSKAR PETERLINI PROPONE UN EMENDAMENTO ALLA FINANZIARIA CHE PUO’ APPARIRE ALLETTANTE MA CHE IN REALTA’ CI PORTA VERSO L’AZZERAMENTO DELLE PROTEZIONI SOCIALI, INVECE CHE VERSO UN LORO ADEGUAMENTO ALLA REALTA’ DELLO SPETTACOLO
Questi i comunicati d’agenzia che danno la notizia:
Finanziaria: No-Tax Area 7500 Euro Per Musicisti Dilettanti: (ANSA) – ROMA, 4 dic – Arriva la no-tax area anche per i musicisti dilettanti e per i dirigenti di orchestra per hobby: fino a 7500 euro l’anno, infatti, non pagheranno né le imposte né i contributi Enpals. E’ questa una novità che sarà introdotta in finanziaria, secondo quanto riferisce Oskar Peterlini del Gruppo per le Autonomie.
La soglia è quella della no-tax area, ma in questo caso l’esenzione si applica a tutti coloro che hanno fatto della “musica un hobby e non un lavoro”, sottolinea Peterlini.(ANSA).
Finanziaria/Autonomie:Arriva No-Tax Area Per Musicisti Dilettanti 04/12/2006 19:07: Roma, 4 dic. (Apcom) – No-tax area fino a 7.500 euro per i musicisti dilettanti ed esenzione dal versamento dei contributi previdenziali. Sono le novità contenute in un emendamento alla Finanziaria sollecitato dal gruppo Per le Autonomie. “I musicisti dilettanti, i direttori d’orchestra, hanno pesanti carichi previdenziali – spiega il presidente del gruppo per le Autonomie Oskar Peterlini – questi soggetti, fino a redditi di 7.500 euro annui, saranno esonerati dal versamento del pagamento dei contributi all’Enpals (Ente di previdenza per i lavoratori dello spettacolo) e sarà introdotta una franchigia, cioè non pagheranno le tasse fino a un reddito di 7.500 euro”.
NOSTRO COMMENTO
L’esonero dal versamento contributivo per una categoria indefinibile, qual’è quella dei dilettanti in mancanza in Italia di un albo dei professionisti, porterà con certezza ad un aggravamento del fenomeno dell’evasione/elusione contributiva, oltre che fiscale che rappresenta, nello Spettacolo tutto, una vera piaga di dimensioni maggiori che non nell’edilizia.
Questa piaga non comporta soltanto le ovvie conseguenze negative, quanto a protezioni sociali e visibilità negate a questi lavoratori-artisti, ma anche una prospettiva parziale ed alla fine distorta di una realtà complessa e sfaccettata sulla quale il provvedimento si propone di intervenire.
Il SIAM-SLC-CGIL, in conclusione, esprime un giudizio certamente positivo sull’intenzione che anima la volontà di agevolare la cultura e la pratica musicale amatoriale nel nostro Paese, ma fortemente negativo sullo strumento che viene proposto.
La soglia proposta, sotto la quale scatta l’esonero dagli obblighi contributivi, corrisponde circa al reddito medio prodotto con attività di spettacolo, in senso stretto, dai musicisti professionisti italiani.
E’ necessario capire, semplicemente, che ci troviamo di fronte ad una condizione tipica per questi lavoratori, il cui reddito si compone strutturalmente di remunerazioni provenienti da attività diverse ma connesse: dalle attività concertistiche e di spettacolo, in senso stretto, all’insegnamento artistico, dal diritto d’autore ai corrispettivi per arrangiamenti musicali, trascrizioni, turni di registrazione, royalties, direzioni artistiche di manifestazioni, equo compenso per l’interpretazione, etc.
Questa, non altra, è la realtà cui dobbiamo guardare per adeguare il sistema delle protezioni sociali ed il sistema fiscale, ed infine per trovare gli strumenti legislativi e normativi adeguati a sostenere il dilettantismo senza soffocare il professionismo.
Naturalmente, ciò deve avvenire non solo perché si tratta di un settore dalle potenzialità economiche ed occupazionali ancora inespresse, o perché ci troviamo di fronte ad un problema di dignità del lavoro negata, ma anche perché, con tutto il rispetto, non stiamo parlando di produzione di scarpe, ma di beni che contribuiscono a costituire l’identità e la coesione sociale, beni immateriali che contribuiscono al consolidamento della democrazia, alla formazione dell’individuo ed alla crescita del Paese.
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